mercoledì 25 marzo 2026

Repubblica Dominicana, servizi pubblici sotto pressione: tra blackout, burocrazia e disagi quotidiani

 


Nella Repubblica Dominicana cresce il malcontento per le difficoltà legate ai servizi pubblici, tra interruzioni di energia elettrica, procedure burocratiche sempre più complesse e infrastrutture che faticano a tenere il passo con le esigenze della popolazione.

Uno dei temi più sentiti resta quello dell’energia: i blackout continuano a colpire diverse zone del Paese, creando disagi sia alle famiglie che alle attività commerciali. Nonostante gli investimenti annunciati e gli sforzi delle autorità, la continuità del servizio rimane incostante, alimentando proteste e frustrazione tra i cittadini.

A questo si aggiunge la crescente digitalizzazione dei servizi amministrativi, che se da un lato rappresenta un passo avanti, dall’altro mette in difficoltà soprattutto le fasce più anziane della popolazione. Prenotazioni online, procedure digitali e sistemi automatizzati stanno diventando la norma, ma non tutti hanno accesso o competenze per utilizzarli con facilità.

Il risultato è un sistema che, invece di semplificare, rischia in molti casi di complicare ulteriormente la vita quotidiana, costringendo le persone a lunghe attese, spostamenti inutili o tentativi ripetuti per completare pratiche essenziali.

Le autorità continuano a ribadire l’impegno per migliorare l’efficienza e modernizzare il Paese, ma la percezione diffusa è che il cambiamento proceda a velocità troppo lenta rispetto ai bisogni reali.

In questo scenario, la sfida per la Repubblica Dominicana non è solo crescere, ma garantire servizi affidabili, accessibili e davvero al servizio dei cittadini.

lunedì 23 marzo 2026

Il petrolio è la scusa. I prezzi alti sono la scelta

 


Se davvero un accordo con l’Iran è a pochi giorni, come afferma Trump, allora la domanda è inevitabile:

La risposta più semplice è: speculazione. La risposta più onesta è: non solo.

I mercati non aspettano gli accordi. Anticipano i rischi.

Basta una minaccia nello Stretto di Hormuz, un attacco a un impianto, una tensione tra potenze, e il prezzo del petrolio sale immediatamente.

Perché? Perché il petrolio non è solo una materia prima. È il cuore dell’economia globale. E quando quel cuore è a rischio, anche solo potenziale, il prezzo reagisce.

Fin qui, tutto (più o meno) comprensibile. Il problema non è tanto quando il prezzo sale. Il problema è quello che succede dopo.

Perché ormai lo sappiamo tutti: quando il petrolio aumenta, i prezzi salgono subito
quando il petrolio scende, i prezzi restano alti.

E qui la spiegazione ufficiale comincia a scricchiolare. Ci dicono: “i prezzi non scendono perché le aziende devono smaltire le scorte comprate a caro prezzo”.

Ha senso. Per un po’. Ma poi?

Quando le scorte finiscono e si compra a prezzi più bassi, perché i prezzi non scendono?

Silenzio.

Succede qualcosa di molto semplice: i prezzi salgono per necessità, ma restano alti per convenienza.

Se il consumatore continua a comprare, quel prezzo diventa il nuovo standard. E abbassarlo non conviene più a nessuno.

Non servono accordi segreti. Basta un equilibrio tacito: nessuno abbassa, tutti guadagnano.

La speculazione esiste e amplifica i movimenti. Ma non è lei a creare il problema principale. Il vero nodo è un altro: gli aumenti si trasferiscono subito. Le diminuzioni quasi mai. È una scala che sale e non scende.

Nel tempo, questo meccanismo crea un effetto evidente: ogni crisi fa salire i prezzi, ogni fase di calma non li riporta indietro, il livello generale resta sempre più alto. È una forma di inflazione silenziosa, continua.

Alla fine, come sempre paga chi fa benzina, paga chi fa la spesa, paga chi ha un reddito fisso. In altre parole: pagano sempre gli stessi. Pantalone!

RD. Abinader avverte: “Sacrifici inevitabili” per la crisi del petrolio

 


Il presidente Luis Abinader si è rivolto alla nazione domenica tramite un messaggio in catena radiofonica, televisiva e sulle piattaforme digitali, preparando i dominicani a uno scenario economico avverso.

La causa: la guerra in Iran

Abinader ha spiegato che la crisi internazionale ha generato tensioni nei mercati energetici a causa dell’interruzione parziale delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, da dove transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale consumato a livello globale. Il Bilancio Nazionale 2026 era stato formulato con un barile di petrolio a 65 dollari, ma l’attuale escalation verso i 100 dollari obbliga a effettuare aggiustamenti.

I sacrifici annunciati

Il presidente è stato diretto: ci saranno pressioni sulle tariffe elettriche, sui costi del trasporto e, in una certa misura, sui prezzi degli alimenti di base. Non perché l’economia abbia debolezze, ma perché si affronta uno shock esterno di grande portata.

Le misure del Governo

Il mandatario ha dettagliato che nel 2025 lo Stato ha destinato 11.500 milioni di pesos in sussidi ai combustibili e oltre 105.000 milioni al settore elettrico, mentre nei primi mesi del 2026 il sussidio ai carburanti ha già raggiunto circa 4.000 milioni di pesos.

Il prezzo del Gas Liquefatto di Petrolio (GLP), fondamentale per le famiglie dominicane, verrà mantenuto invariato per proteggere i settori più vulnerabili della società. Per gli altri combustibili, invece, sono stati applicati aggiustamenti graduali tra il 5,2% e il 6,7%, una misura che permetterà di ridurre il sussidio di 12.000 milioni di pesos nel resto dell’anno.

Sono stati inoltre identificati 10.000 milioni di pesos attraverso la riassegnazione di voci di bilancio non prioritarie per rafforzare i programmi sociali senza aumentare la spesa totale, e verrà implementato un sussidio ai fertilizzanti da 1.000 milioni di pesos per evitare che i costi di produzione si trasferiscano al consumatore finale.

Settore elettrico

Il settore energetico, storicamente vulnerabile, mostra tuttavia condizioni migliori rispetto al passato: la diversificazione della matrice, il maggiore peso delle rinnovabili e i contratti di gas già garantiti aiutano ad attutire l’impatto, così come la stabilità nel costo del carbone utilizzato a Punta Catalina.

Il messaggio finale

Con riserve internazionali che superano i 16.000 milioni di dollari e un’economia che rimane tra le più dinamiche della regione, il paese affronta questa congiuntura da una posizione di solidità, non di debolezza.  Il presidente ha chiesto una responsabilità condivisa: le imprese possono adottare schemi di lavoro remoto e i cittadini ottimizzare l’uso del combustibile.

giovedì 19 marzo 2026

Tre libri, una sola anima: la Repubblica Dominicana raccontata da dentro

Las Terrenas, Samaná e l’identità “aplatanada”

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C’è un momento, per chi vive all’estero, in cui smetti di sentirti straniero. Non accade all’improvviso, ma giorno dopo giorno, tra abitudini nuove, parole che diventano familiari e un modo diverso di guardare il mondo.

È proprio da questo passaggio — umano prima ancora che geografico — che nascono i tre libri di Ennio Marchetti, dedicati alla Repubblica Dominicana e, in particolare, a Las Terrenas e alla provincia di Samaná.

Tre opere diverse tra loro, ma unite da un filo comune: raccontare la realtà dominicana senza filtri, con ironia, profondità e uno sguardo che è insieme esterno e ormai profondamente coinvolto.

“Aplatanao”: quando non sei più straniero

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“Aplatanao” non è solo un titolo: è una condizione dell’anima.

Il libro raccoglie cronache, osservazioni e riflessioni di chi ha imparato a vivere la Repubblica Dominicana dall’interno, comprendendone contraddizioni, bellezza, caos e umanità.

È il racconto di un’integrazione reale, fatta di piccoli episodi quotidiani: il colmado sotto casa, le conversazioni improvvise, i ritmi caraibici che lentamente sostituiscono quelli europei.

Con uno stile diretto e spesso ironico, Marchetti accompagna il lettore in un viaggio che molti italiani all’estero riconosceranno come proprio.

Samaná: una terra sospesa tra sogno e realtà

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Con “Crónica confusa de una casi independencia”, lo sguardo si allarga e si fa più politico e sociale.

La provincia di Samaná diventa il simbolo di un territorio bellissimo e fragile, dove sviluppo, turismo e identità locale si intrecciano in modo spesso contraddittorio.

Il libro racconta una realtà complessa:

  • da un lato il paradiso naturale

  • dall’altro le tensioni legate alla crescita, agli investimenti e alle trasformazioni sociali

È una riflessione lucida, a tratti amara, su ciò che significa davvero “progresso” in un luogo come questo.

Las Terrenas: quando la musica si spegne

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“Cuando la música se apaga” è forse il più intimo dei tre libri.

Ambientato a Las Terrenas, racconta ciò che resta quando il rumore si spegne: le persone, le storie, le illusioni e le verità che emergono lontano dalla superficie turistica.

Non è solo un racconto del luogo, ma delle vite che lo attraversano:

  • stranieri in cerca di una nuova esistenza

  • dominicani che osservano, accolgono, resistono

  • incontri, delusioni, ripartenze

È un libro che parla di solitudine, di sogni e di quella sottile malinconia che spesso accompagna i paradisi.

Tre libri, un unico racconto

Insieme, queste tre opere compongono un mosaico:

  • Aplatanao → l’identità che cambia

  • Crónica confusa… → il territorio che si trasforma

  • Cuando la música se apaga → le persone che vivono tutto questo

Non sono semplici libri sulla Repubblica Dominicana.
Sono libri dentro la Repubblica Dominicana.

 

I tre libri sono disponibili:

  • direttamente dall’autore

  • su Amazon

  • su Lulu

📚 Prezzo: 1000 pesos ciascuno (copie limitate a Las Terrenas)

Per gli italiani che vivono — o sognano — la Repubblica Dominicana, questi libri rappresentano qualcosa di più di una lettura.

Sono uno specchio.

E, per molti, anche un modo per riconoscersi.

 


mercoledì 11 marzo 2026

Las Terrenas: il centro commerciale “fantasma” che apre e chiude


A #Las Terrenas, località turistica della penisola di #Samaná, sta facendo discutere un caso che ha quasi del surreale. Sul boulevard principale della città è stato inaugurato un grande centro commerciale gestito da imprenditori cinesi, un edificio imponente che non è passato inosservato né ai residenti né alle autorità locali.

Il problema, però, è che la struttura sarebbe stata aperta senza le necessarie autorizzazioni amministrative.

Secondo quanto raccontano commercianti e residenti della zona, la vicenda si è trasformata in una sorta di “telenovela urbana”. Le autorità avrebbero infatti ordinato la chiusura dell’edificio più volte, almeno cinque secondo diverse testimonianze locali.

Ogni volta, però, la storia sembra ripetersi: il centro commerciale chiude, passano pochi giorni… e riapre di nuovo.

Dopo ogni riapertura intervengono nuovamente gli ispettori municipali o altre autorità competenti, che procedono con una nuova chiusura dell’attività. Ma il ciclo continua: chiusura, riapertura, nuova chiusura.

La situazione ha iniziato a suscitare ironia tra molti residenti, che ormai commentano la vicenda con una domanda quasi scherzosa: “¿Hasta cuándo?”

La vicenda non è solo curiosa. Alcuni commercianti della zona sostengono che il caso solleva anche questioni di concorrenza e rispetto delle regole.

Secondo loro, chi apre un’attività a Las Terrenas deve normalmente affrontare permessi, tasse e controlli. Vedere un grande edificio commerciale aprire senza licenza e continuare a riaprire dopo ogni chiusura ha alimentato polemiche e malcontento.

Per ora non è chiaro quale sarà l’esito definitivo della vicenda. Le autorità continuano a intervenire, ma il centro commerciale sembra avere una sorprendente capacità di tornare operativo dopo ogni sigillo.

Nel frattempo, tra residenti e turisti, il caso è diventato uno degli argomenti più commentati in città.

E molti, tra il serio e il divertito, continuano a chiedersi: quanto durerà ancora questo insolito gioco di aperture e chiusure nel cuore di Las Terrenas?

lunedì 9 marzo 2026

Repubblica Dominicana: da lunedì prenotazioni online per la nuova patente di guida

 


L' Instituto Nacional de Tránsito y Transporte Terrestre (INTRANT) ha annunciato che da lunedì i cittadini potranno prenotare online l’appuntamento per ottenere o rinnovare la nuova patente di guida nella Repubblica Dominicana.

Il nuovo sistema consentirà agli utenti di richiedere il proprio turno via internet, con l’obiettivo di ridurre le lunghe file negli uffici e rendere più rapido il processo di emissione e rinnovo delle patenti.

Per fissare l’appuntamento sarà necessario accedere al portale digitale dell’INTRANT, inserire i propri dati personali e scegliere l’ufficio, la data e l’orario disponibili per effettuare la pratica.

L’istituzione ricorda che, prima di presentarsi all’appuntamento, è importante verificare di avere tutti i requisiti richiesti, tra cui la cédula (documento di identità dominicano), il pagamento delle tasse previste e l’assenza di multe di traffico pendenti.

Nel caso di chi richiede la patente per la prima volta, il procedimento include esami teorici e pratici di guida, oltre ai controlli medici necessari per certificare l’idoneità alla guida.

L’INTRANT è l’ente responsabile della regolamentazione del traffico e del trasporto terrestre nel Paese e della gestione del sistema di emissione e rinnovo delle patenti di guida.

Secondo le autorità, l’introduzione del sistema di prenotazioni online rappresenta un passo verso la modernizzazione dei servizi pubblici, con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre i tempi di attesa per i cittadini.

venerdì 6 marzo 2026

Le frasi dominicane che gli italiani capiscono… ma interpretano male

 


Molti italiani che arrivano nella Repubblica Dominicana pensano che parlare spagnolo sia sufficiente per capire tutto.

Dopo pochi giorni, però, scoprono che lo spagnolo dominicano è pieno di espressioni particolari, che possono essere comprese… ma interpretate nel modo sbagliato.

Ecco alcune frasi tipiche che spesso creano confusione.

“Ahora mismo”

Per un italiano significa “in questo momento”.

Nel linguaggio dominicano può significare semplicemente “subito” o “tra poco”, non necessariamente proprio adesso.

Quando qualcuno dice “voy ahora mismo”, potrebbe arrivare tra cinque minuti… o anche un po’ più tardi.

“Estamos en eso”

Letteralmente significa “siamo su questo”.

In realtà vuol dire più o meno: “ci stiamo pensando”, “vedremo”, “stiamo cercando di risolvere”.

Non sempre è una promessa concreta.

“Dios mediante”

Questa frase si sente molto spesso nella vita quotidiana.

Significa “se Dio vuole” o “se tutto va bene”.

È un modo per dire che qualcosa accadrà, ma lasciando sempre spazio all’imprevisto.

“Tranquilo”

Per un europeo può significare semplicemente “stai calmo”.

Qui invece viene usato spesso per dire “non preoccuparti”, “va tutto bene” oppure “non c’è problema”.

“Después hablamos”

Molti stranieri pensano che significhi davvero “ne parliamo dopo”.

A volte invece è solo un modo gentile per rimandare una conversazione o chiuderla senza dire di no.

Una lingua che riflette il carattere del Paese

Queste espressioni non sono errori o stranezze linguistiche. Sono semplicemente il riflesso di una cultura dove la comunicazione è più indiretta, informale e flessibile rispetto a quella europea.

Per gli italiani che vivono sull’isola imparare questi piccoli dettagli diventa quasi una seconda lingua.

E quando un connazionale comincia a dire con naturalezza frasi come:
“Tranquilo, lo hacemos ahorita, Dios mediante…”

significa che ormai un pezzetto di Repubblica Dominicana è entrato anche nel suo modo di parlare.