sabato 9 maggio 2026

Muore nel carcere di Najayo un italiano in attesa di estradizione

 


Un cittadino italiano di 53 anni, Loris Di Castri, è morto nel carcere di Najayo Hombres, nella provincia dominicana di San Cristóbal, dove si trovava detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per accuse legate al narcotraffico.

Secondo quanto riferito dalle autorità penitenziarie dominicane, l’uomo è stato trovato senza vita nel suo letto da un compagno di cella nel settore di massima sicurezza del centro di detenzione. Il personale medico e gli agenti di sicurezza sono intervenuti immediatamente, ma per il detenuto non c’era più nulla da fare.

Il corpo è stato trasferito all’Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), che dovrà stabilire con precisione le cause del decesso attraverso l’autopsia. Le prime indiscrezioni parlano di un possibile infarto, ma le indagini sono ancora in corso.

Di Castri era stato arrestato a Santo Domingo alla fine di marzo dall’Interpol dominicana su richiesta della magistratura italiana. Le autorità italiane lo ricercavano per presunti reati di associazione criminale e traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Le autorità dominicane hanno dichiarato che la cella dove è avvenuto il ritrovamento resta sotto sequestro in attesa del completamento degli accertamenti giudiziari e scientifici.

martedì 28 aprile 2026

Basta un acquazzone per mettere in ginocchio città e campagne

 


 Nella Repubblica Dominicana non servono uragani o tempeste eccezionali: basta un acquazzone di un paio d’ore perché la situazione sfugga di mano. Le strade si trasformano in fiumi, le campagne diventano impraticabili, ma il dato più grave è un altro: l’acqua entra nelle case.

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Non è solo un disagio. È un danno diretto alla vita delle persone. Mobili rovinati, materassi inzuppati, elettrodomestici compromessi, oggetti personali distrutti. In poche ore, intere famiglie si ritrovano con la casa invasa dall’acqua, costrette a pulire, asciugare e spesso a ricomprare ciò che hanno perso.

E tutto questo accade con una regolarità sconcertante. Non è un’emergenza imprevedibile, ma una situazione cronica, conosciuta da anni. Le cause sono evidenti: sistemi di drenaggio insufficienti o inesistenti, manutenzione carente, urbanizzazione senza pianificazione adeguata.

Anche nelle aree rurali il quadro è critico: strade che diventano fango, accessi bloccati, comunità isolate. Ma è nelle abitazioni che il problema mostra il suo volto più duro, colpendo direttamente la dignità e la sicurezza delle persone.

Di fronte a questa realtà, ciò che pesa di più è l’assenza di risposte strutturali. Si continua a convivere con una situazione che dovrebbe essere inaccettabile, mentre chi ha responsabilità politiche sembra ignorare il problema o affrontarlo solo superficialmente.

Non è più una questione di pioggia. È una questione di gestione, di priorità e di volontà. Perché quando l’acqua entra nelle case, non si può più parlare di semplice disagio: è un fallimento che si ripete, ogni volta, sotto gli occhi di tutti.

lunedì 27 aprile 2026

Addio alle “Dichiarazioni Giurate”: la nuova morsa della Migrazione sul lavoro autonomo

 


Per decenni, molti italiani in Repubblica Dominicana hanno regolarizzato la propria posizione lavorativa o ottenuto il rinnovo del permesso temporaneo grazie a una semplice “Declaración Jurada” (dichiarazione giurata) di entrate. Era la scappatoia legale per chi gestiva piccoli business, consulenze o lavori informali. Ma da questo mese di aprile 2026, le regole del gioco sono cambiate radicalmente.

La Risoluzione 001-2026 della Direzione Generale per la Migrazione (DGM) ha ufficialmente messo al bando questa pratica. D’ora in avanti, per ottenere o rinnovare un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, non basterà più la parola di un notaio o una firma su un foglio bianco. La DGM esige ora un contratto di lavoro formale, debitamente registrato presso il Ministero del Lavoro, accompagnato dalla prova d’iscrizione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Sisalril).

Cosa cambia concretamente per noi?

Il provvedimento colpisce duramente quella fetta della nostra comunità che opera fuori dai grandi circuiti aziendali. Chi lavora come libero professionista, chi gestisce piccoli affitti turistici o chi si occupa di servizi “on demand” senza una struttura societaria pesante, si trova improvvisamente davanti a un bivio: formalizzarsi come dipendente della propria stessa azienda (con tutti i costi previdenziali che ne conseguono) o rischiare il declassamento a “non residente”.

La risoluzione esclude espressamente dalle categorie accettabili tutte le attività informali. Questo significa che la Migrazione non riconoscerà più lo status di “lavoratore” a chi non può esibire una busta paga o un contratto blindato.

Il rischio del “Limbo Turistico”

Il pericolo reale per molti connazionali è quello di scivolare involontariamente nell’illegalità amministrativa. Senza la possibilità di usare la dichiarazione giurata, molti non riusciranno a completare i rinnovi in corso, perdendo i diritti acquisiti e tornando a essere, agli occhi dello Stato, semplici turisti “overstay”.

Questa stretta fa parte di un piano più ampio di “modernizzazione fiscale” che il governo sta spingendo per il 2026, con l’obiettivo di far emergere il nero e mappare esattamente chi produce reddito sull’isola. Per gli italiani, storicamente abili nel navigare le zone grigie, è il momento di risedersi a tavolino con il proprio avvocato o contabile: il tempo delle soluzioni “fai da te” in Repubblica Dominicana sembra essere giunto al termine.

venerdì 24 aprile 2026

ITA Airways lancia il volo diretto Roma–Santo Domingo

 


Una svolta attesa da anni: dal prossimo inverno si potrà volare direttamente da Roma a Santo Domingo, senza scali. ITA Airways mette in vendita il nuovo collegamento stagionale che promette di cambiare i flussi tra Italia e Repubblica Dominicana.

Per la prima volta, la compagnia di bandiera italiana apre una rotta diretta verso la Repubblica Dominicana, rafforzando la sua presenza nelle Americhe e puntando su una destinazione sempre più amata dagli italiani e strategica per chi vive nei Caraibi.

Un segnale chiaro: il traffico tra Italia e area caraibica cresce, e ora arriva una risposta concreta.

  • Dal 30 novembre 2026: un volo a settimana (lunedì)
  • Dal 14 dicembre 2026 a fine marzo 2027: si raddoppia (lunedì e domenica)

Una programmazione pensata per la stagione turistica più forte.

La rotta sarà operata con moderni Airbus A330neo, con tre classi di viaggio:

  • Business
  • Premium Economy
  • Economy

Un’offerta che punta sia ai turisti sia a chi viaggia per lavoro o per ricongiungersi con la famiglia.

Non è solo turismo. Questo collegamento diretto rappresenta un vero ponte tra due comunità: da una parte gli italiani che scelgono i Caraibi, dall’altra chi vive in Repubblica Dominicana e mantiene un legame forte con l’Italia.

Meno ore, meno stress, più connessioni: il Roma–Santo Domingo si candida a diventare una delle rotte più richieste dell’inverno.

giovedì 23 aprile 2026

“Amici con la coda”: un libro per insegnare ai bambini il rispetto e l’amore per gli animali

 


C’è un modo semplice, dolce e profondo per insegnare ai bambini a rispettare gli animali: aiutarli a capirli. È da questa idea che nasce Amici con la coda, il nuovo libro di Ennio Marchetti, pensato per i più piccoli ma capace di parlare anche agli adulti.

Attraverso un linguaggio chiaro e vicino al mondo dei bambini, il libro accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta del “linguaggio segreto” degli animali. Perché i cani scodinzolano? Cosa significa quando un gatto fa le fusa? E, soprattutto, come possiamo comportarci per farli sentire al sicuro e felici accanto a noi?

Non si tratta solo di un libro da leggere, ma di un’esperienza da vivere. Le pagine alternano momenti narrativi a spazi creativi, con disegni da colorare e piccole attività che rendono il bambino protagonista. Un approccio semplice ma efficace per trasmettere valori fondamentali come la pazienza, la cura e il rispetto per ogni essere vivente.

Particolarmente significativo è il messaggio educativo che attraversa tutto il libro: gli animali non sono giocattoli, ma esseri capaci di emozioni, fiducia e legami profondi. Un insegnamento ancora più importante in un’epoca in cui la sensibilità verso il benessere animale è sempre più centrale.

Il percorso si conclude con “Il Giuramento del Piccolo Guardiano”, un invito concreto ai bambini a diventare custodi e difensori degli animali, nella vita di tutti i giorni.

Amici con la coda si rivolge a bambini dai 5 ai 10 anni, ma rappresenta anche uno strumento utile per famiglie, insegnanti e associazioni che vogliono educare al rispetto e alla convivenza.

Perché, come ricorda il libro, un bambino che impara ad amare gli animali… diventa un adulto migliore.

Chi lo desidera, lo trova a questo link:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/amici-con-la-coda/paperback/product-zmezk5p.html?q=amici+con+la+coda&page=1&pageSize=4

Emergenza stradale: oltre 650 morti nel 2026, i trasportatori chiedono misure urgenti

 

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La Repubblica Dominicana si trova di fronte a una nuova emergenza sulle strade: nei primi mesi del 2026 almeno 651 persone hanno perso la vita in incidenti di traffico, un dato che riaccende l’allarme sulla sicurezza viaria nel Paese.

Una cifra che non sorprende chi vive la realtà quotidiana delle strade dominicane, dove l’imprudenza alla guida, l’uso massiccio di motociclette e il rispetto limitato delle norme continuano a rappresentare un problema diffuso.

 

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Gli incidenti stradali restano tra le principali cause di morte nel Paese. Alla base del fenomeno, secondo operatori del settore, ci sono soprattutto: eccesso di velocità, mancato rispetto delle regole, guida pericolosa, in particolare tra motociclisti, controlli insufficienti.

Una combinazione che rende la circolazione sempre più rischiosa, sia nelle grandi città come Santo Domingo, sia nelle aree periferiche.

Di fronte a questa situazione, il settore del trasporto ha alzato la voce chiedendo misure concrete e rapide.

Secondo i rappresentanti delle associazioni di categoria, il Paese continua a “pagare con la vita” la mancanza di disciplina sulle strade e l’applicazione debole delle norme esistenti.

Il messaggio è chiaro: non bastano campagne di sensibilizzazione, servono controlli rigorosi e sanzioni più severe.

Tra i problemi segnalati: assenza di controlli tecnici regolari, veicoli in condizioni non adeguate, manutenzione insufficiente (freni, luci, pneumatici), scarsa presenza delle autorità sulle strade.

Nonostante esista una normativa specifica, la sua applicazione resta discontinua, limitando l’efficacia delle misure di prevenzione.

Oltre agli aspetti tecnici, molti osservatori sottolineano che il problema è anche culturale.

L’educazione stradale è ancora carente, il rispetto delle regole non è sempre percepito come necessario, comportamenti rischiosi vengono spesso tollerati,

Senza un cambiamento in questo senso, avvertono gli esperti, sarà difficile invertire la tendenza.

Con oltre 650 vittime in pochi mesi, la sicurezza stradale si conferma una delle sfide più urgenti per la Repubblica Dominicana.

Il tempo delle analisi, secondo i trasportatori, è finito: ora servono decisioni concrete per evitare che il bilancio continui a peggiorare.

martedì 21 aprile 2026

Motoconcho, il “taxi su due ruote” dominicano sotto accusa: si parla di riforma

 


Chi vive nella Repubblica Dominicana lo sa bene: senza il motoconcho, spostarsi sarebbe spesso impossibile.

Per chi invece arriva dall’Italia, il termine può suonare curioso. Il motoconcho è, in sostanza, un taxi informale su motocicletta, veloce, economico e onnipresente. Basta un cenno con la mano e in pochi secondi si sale dietro al conducente per raggiungere qualsiasi destinazione.

Un sistema nato per necessità, diventato nel tempo una vera e propria colonna portante del trasporto locale.

Il motoconcho non è solo un mezzo di trasporto. È lavoro, economia e sopravvivenza per centinaia di migliaia di persone.

Si calcola che centinaia di migliaia di dominicani dipendano direttamente o indirettamente da questa attività, che permette di guadagnarsi da vivere anche senza grandi investimenti o formazione.

E soprattutto, arriva dove altri mezzi non arrivano: strade strette, quartieri periferici, zone rurali, orari in cui autobus e taxi non circolano.

In molti casi, è l’unico vero trasporto disponibile.

Negli ultimi giorni, il tema è tornato al centro del dibattito dopo episodi di violenza e problemi legati alla sicurezza.

Alcuni rappresentanti del settore dei trasporti hanno chiesto una riforma urgente del sistema dei motoconchos, proponendo maggiore regolamentazione, controlli più severi, sanzioni per comportamenti irregolari.

L’obiettivo è chiaro: trasformare un sistema nato spontaneamente in un servizio più sicuro e organizzato.

Per un lettore italiano, il motoconcho può essere paragonato a un mix tra taxi, motorino privato, servizio di emergenza.

Con una differenza fondamentale: non esistono regole rigide, tariffe fisse o controlli sistematici.

In Italia, un sistema simile sarebbe impensabile su larga scala. Qui, invece, è la normalità.