In Italia li conosciamo bene: sono i giorni della merla, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. E quest’anno, a sorpresa, questo antico modo di dire sembra trovare conferma anche dall’altra parte dell’Atlantico.
Nella Repubblica Dominicana, infatti, il freddo è sceso dal Nord e ha raggiunto anche i Caraibi, portando temperature decisamente insolite per queste latitudini. Nelle ultime notti, persino nelle località costiere, i termometri sono scesi intorno ai 17–18 gradi, mentre di giorno si fatica ad arrivare ai 24 gradi.
Per chi arriva dall’Europa può sembrare una primavera mite, ma per i dominicani — abituati a notti tropicali e giornate sopra i 28–30 gradi — si tratta di un vero e proprio “invierno”. C’è chi tira fuori una felpa, chi dorme con le finestre chiuse e chi, al mattino presto, commenta stupito: “¡Hace frío!”
Anche gli italiani residenti sull’isola sorridono davanti a questo freddo “relativo”, ma non possono fare a meno di notare come il clima stia cambiando e come fenomeni tipicamente associati all’Europa sembrino, almeno simbolicamente, affacciarsi anche ai tropici.
I giorni della merla, nati da leggende contadine e tramandati di generazione in generazione, diventano così un curioso ponte culturale tra Nord e Sud del mondo. Un promemoria che il clima non conosce confini e che, a volte, anche sotto il sole dei Caraibi, può arrivare un brivido d’inverno.

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