Tra gli italiani che vivono nella Repubblica Dominicana la domanda torna spesso, soprattutto tra chi anima associazioni, giornali e iniziative comunitarie: ci si interessa davvero alla politica o si preferisce parlare di calcio?
La risposta, per quanto possa sembrare banale, è piuttosto chiara: dipende da chi, ma soprattutto da quando e da come.
Il calcio: linguaggio comune e rifugio quotidiano
Il calcio resta il collante più immediato. Serie A, Nazionale, Champions League: sono argomenti che uniscono pensionati, imprenditori, lavoratori stagionali e nuovi arrivati. Nei bar, nelle case e sui gruppi WhatsApp, una partita accende discussioni, battute e rivalità che fanno sentire “a casa”.
Il calcio è leggero, non divide troppo, non richiede impegno continuo. Ed è perfetto per una comunità eterogenea, spesso dispersa sul territorio e con poco tempo o voglia di confronti complessi.
La politica: interesse a intermittenza
La politica italiana, al contrario, interessa a fasi alterne. Le elezioni, i referendum, i temi che toccano direttamente la vita all’estero — pensioni, sanità, fiscalità, cittadinanza, servizi consolari — riaccendono l’attenzione. Poi, però, l’interesse tende a spegnersi.
Molti italiani nella RD vivono una sorta di distanza emotiva dalla politica nazionale: non perché manchi l’opinione, ma perché prevale la sensazione di contare poco o di essere ascoltati solo in campagna elettorale.
Politica locale? Quasi assente
La politica dominicana viene seguita poco e quasi sempre in modo superficiale. Le eccezioni riguardano temi molto concreti: sicurezza, economia, immigrazione, costo della vita. Raramente si va oltre.
In questo senso, l’italiano medio nella RD è più osservatore che protagonista, più interessato agli effetti pratici che ai dibattiti ideologici.
Informarsi sì, militare no
C’è una minoranza attiva — associazioni, rappresentanti istituzionali, volontari — che segue la politica con costanza e impegno. Ma per la maggioranza, l’approccio è pragmatico: leggere, commentare, lamentarsi, raramente partecipare.
Il calcio, invece, non chiede nulla: solo una partita, una birra e un’opinione.
Una sfida per l’informazione italiana all’estero
Per testate come L’ItaloDominicano, la vera sfida è proprio questa: raccontare la politica senza farla pesare, legarla alla vita quotidiana, spiegare perché una decisione a Roma può incidere più di un risultato domenicale.
Perché alla fine, anche chi dice di non interessarsi alla politica, ne subisce comunque le conseguenze. Il calcio, invece, resta una passione. La politica, volenti o nolenti, è una realtà.

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