lunedì 27 aprile 2026

Addio alle “Dichiarazioni Giurate”: la nuova morsa della Migrazione sul lavoro autonomo

 


Per decenni, molti italiani in Repubblica Dominicana hanno regolarizzato la propria posizione lavorativa o ottenuto il rinnovo del permesso temporaneo grazie a una semplice “Declaración Jurada” (dichiarazione giurata) di entrate. Era la scappatoia legale per chi gestiva piccoli business, consulenze o lavori informali. Ma da questo mese di aprile 2026, le regole del gioco sono cambiate radicalmente.

La Risoluzione 001-2026 della Direzione Generale per la Migrazione (DGM) ha ufficialmente messo al bando questa pratica. D’ora in avanti, per ottenere o rinnovare un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, non basterà più la parola di un notaio o una firma su un foglio bianco. La DGM esige ora un contratto di lavoro formale, debitamente registrato presso il Ministero del Lavoro, accompagnato dalla prova d’iscrizione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Sisalril).

Cosa cambia concretamente per noi?

Il provvedimento colpisce duramente quella fetta della nostra comunità che opera fuori dai grandi circuiti aziendali. Chi lavora come libero professionista, chi gestisce piccoli affitti turistici o chi si occupa di servizi “on demand” senza una struttura societaria pesante, si trova improvvisamente davanti a un bivio: formalizzarsi come dipendente della propria stessa azienda (con tutti i costi previdenziali che ne conseguono) o rischiare il declassamento a “non residente”.

La risoluzione esclude espressamente dalle categorie accettabili tutte le attività informali. Questo significa che la Migrazione non riconoscerà più lo status di “lavoratore” a chi non può esibire una busta paga o un contratto blindato.

Il rischio del “Limbo Turistico”

Il pericolo reale per molti connazionali è quello di scivolare involontariamente nell’illegalità amministrativa. Senza la possibilità di usare la dichiarazione giurata, molti non riusciranno a completare i rinnovi in corso, perdendo i diritti acquisiti e tornando a essere, agli occhi dello Stato, semplici turisti “overstay”.

Questa stretta fa parte di un piano più ampio di “modernizzazione fiscale” che il governo sta spingendo per il 2026, con l’obiettivo di far emergere il nero e mappare esattamente chi produce reddito sull’isola. Per gli italiani, storicamente abili nel navigare le zone grigie, è il momento di risedersi a tavolino con il proprio avvocato o contabile: il tempo delle soluzioni “fai da te” in Repubblica Dominicana sembra essere giunto al termine.

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