sabato 10 gennaio 2026

Come guidano i dominicani. Perché nella Repubblica Dominicana ci sono così tanti incidenti stradali


 

Chi arriva per la prima volta nella Repubblica Dominicana se ne accorge immediatamente: il traffico segue regole diverse da quelle europee. Clacson continui, sorpassi improvvisi, moto che compaiono all’improvviso, semafori spesso “interpretati”. A Santo Domingo, come nei centri più piccoli o sulle strade di provincia, guidare richiede attenzione costante e una buona dose di sangue freddo.

I numeri confermano le sensazioni di chi vive o guida sull’isola: gli incidenti stradali sono una delle principali cause di morte nel Paese e collocano la Dominicana tra le nazioni con il più alto tasso di mortalità stradale dell’area caraibica.

La guida quotidiana appare spesso più istintiva che regolata. La precedenza non è sempre chiara, le corsie sono indicative e l’uso degli indicatori di direzione è sporadico. Il principio non scritto è semplice: passa chi si inserisce per primo. Questo stile non nasce per caso, ma è il risultato di anni di scarsa educazione stradale, controlli irregolari e di un aumento rapidissimo del numero di veicoli.

Un ruolo centrale lo giocano le motociclette. I motoconchos, taxi informali su due ruote, sono una presenza costante e indispensabile per milioni di persone, ma rappresentano anche uno dei principali fattori di rischio. Spesso circolano senza casco, trasportano più passeggeri del consentito e si muovono tra le auto ignorando semafori e incroci. Non a caso, la maggior parte delle vittime degli incidenti stradali sono motociclisti o passeggeri di moto.

Tra le cause più frequenti degli incidenti compaiono anche l’alcol alla guida, soprattutto nei fine settimana e nei periodi festivi, la velocità eccessiva sulle strade extraurbane e l’uso del cellulare al volante. A tutto questo si aggiunge il mancato uso delle cinture di sicurezza, ancora poco diffuso in alcune zone.

Non tutte le responsabilità, però, ricadono sui guidatori. In molte aree del Paese la segnaletica è insufficiente o poco visibile, l’illuminazione notturna carente e le condizioni dell’asfalto precarie. Buche, lavori non segnalati e animali sulla carreggiata rendono la guida particolarmente pericolosa, soprattutto di notte o con la pioggia.

Le leggi esistono e il codice della strada è chiaro, ma la loro applicazione è spesso discontinua. I controlli aumentano dopo incidenti gravi o campagne mediatiche, per poi diminuire nel tempo. Questo contribuisce a diffondere l’idea che le infrazioni siano tollerate e che il rischio di sanzioni sia limitato.

In fondo, il traffico riflette la società: adattamento, improvvisazione e capacità di cavarsela, ma anche poca pianificazione e scarso rispetto delle regole comuni. Cambiare è possibile, ma richiede educazione stradale fin dalle scuole, controlli costanti e investimenti seri nelle infrastrutture.

Guidare nella Repubblica Dominicana non è impossibile, ma significa convivere ogni giorno con l’imprevedibilità. Per gli italiani che vivono sull’isola o la visitano, la regola resta una sola: guidare sempre con prudenza, come se l’altro potesse commettere un errore in qualsiasi momento. Perché, molto spesso, è proprio quello che accade.

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