Ieri sono andato all'Ambasciata d’Italia a Santo Domingo per rinnovare il mio passaporto in scadenza. Confesso: sono uscito sorpreso e ammirato.
Prenotazione dell’appuntamento via internet, tutto chiaro. All’arrivo una persona ti attende alla porta, controlla l’orario, ti fa entrare. Nessuna coda, nessuna ressa. In meno di dieci minuti: impronte digitali, firma elettronica, pratica conclusa. Poi, sempre online, ti avviseranno quando tornare a ritirare il nuovo documento — oppure puoi delegare qualcuno. Semplice, ordinato, umano.
Un bell’8 pieno, senza esitazioni.
Sulla strada del ritorno, però, la realtà mi ha riportato bruscamente coi piedi per terra. Davanti alla Dirección General de Migración di Santo Domingo ho notato una fila interminabile, sotto al sole, di decine e decine di stranieri. Uomini e donne in attesa paziente di poter entrare nell’edificio, sedersi (quando va bene), aspettare per ore tra centinaia di persone, ascoltando nomi chiamati da altoparlanti che si sentono a malapena, coperti dal brusio di chi aspetta.
Dopo Migración, tocca anche passare dalla Junta Central Electoral per ritirare o aggiornare la propria cédula di residenza. Altra attesa, altra folla, altro tempo sottratto alla vita.
E qui nasce la domanda, legittima: com’è possibile?
La Repubblica Dominicana, pur con tanti problemi strutturali, è conosciuta per l’efficienza del suo sistema digitale. Pagamenti online, servizi elettronici, procedure informatizzate funzionano — spesso meglio che in molti Paesi europei. E allora perché non usare davvero il digitale per evitare queste sofferenze inutili alle centinaia di migliaia di stranieri che hanno scelto questo paradiso tropicale, sì meraviglioso, ma anche scomodo, per viverci?
Non parliamo di privilegi, ma di organizzazione, di rispetto del tempo e della dignità delle persone. Prenotazioni scaglionate, orari certi, comunicazioni chiare: l’Ambasciata italiana dimostra che si può fare, e bene.
Il confronto è inevitabile e un po’ amaro.
Da una parte un servizio moderno, rapido, quasi invisibile.
Dall’altra code, attese infinite, caldo, incertezza.
Ambasciata italiana: un bel 8.
Migración Dominicana… mi astengo.
Un’ultima nota, però, non polemica ma costruttiva: proprio perché la Repubblica Dominicana sa essere efficiente, questa situazione stride ancora di più. E forse è arrivato il momento di chiedersi se non sia davvero possibile fare meglio, per il bene di tutti — dominicani e stranieri?

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