La Repubblica Dominicana si trova in una fase cruciale della sua storia recente. Da un lato, il paese continua a consolidare posizioni di rilievo nel panorama caraibico e latinoamericano; dall’altro, emergono segnali di una complessità strutturale che richiede più di semplici slogan di crescita.
Turismo ai
massimi storici — e ora?
I dati più
recenti confermano un primato senza precedenti: nel 2025 la Repubblica
Dominicana ha accolto 11,6 milioni di visitatori internazionali, il
record assoluto nella storia del turismo nazionale. Questo exploit non è solo
un numero: è la conferma che la destinazione dominicana resta una delle più
attraenti del continente per bellezze naturali, infrastrutture ricettive e
legami con mercati chiave come Stati Uniti, Canada e Europa.
Tuttavia, proprio
su questo fronte emergono segnali discordanti: mentre alcune fonti celebrano la
performance del turismo, altre relazioni indicano una frenata durante il
picco di Capodanno, con rallentamenti che coinvolgono diversi paesi dei
Caraibi, Repubblica Dominicana inclusa. Questi effetti possono essere connessi
alle turbolenze geopolitiche globali e alle incognite del commercio
internazionale.
Il punto di svolta non sta quindi nell’aver raggiunto un nuovo massimo: la vera sfida è convertire questo successo in sviluppo sostenibile, che generi occupazione reale su tutto il territorio e non solo nelle aree costiere più note.
Economia:
proiezioni ottimistiche, realtà più sfumata
Le proiezioni
macroeconomiche per il 2026 sono generalmente positive: organismi
internazionali come il Fondo Monetario Internazionale stimano una espansione
del PIL tra 4,3% e 4,5%, con prospettive di crescita superiori alla media
regionale. Il ministro delle finanze dominicano conferma che il paese “non
affronta una crisi economica” e prevede un rimbalzo sostenuto grazie a
condizioni monetarie e fiscali favorevoli.
Ma nella lettura
più approfondita emergono due questioni chiave:
- Crescita lenta rispetto al potenziale
reale — alcuni dati
indicano che nel 2025 l’economia dominicana è cresciuta molto meno del suo
potenziale storico, con un PIL aumentato di poco più del 2–3% invece del
5% atteso in una fase normale di espansione.
- Pressione sul servizio del debito
pubblico —
economisti indipendenti avvertono che il 2026 potrebbe diventare un anno
di “stress finanziario”, con un peso significativo degli impegni di
rimborso del debito e possibile tensione sul mercato dei cambi.
La dicotomia è chiara: un quadro macroeconomico in apparenza solido ma vulnerabile a scossoni esterni e a debolezze interne.
Politica,
governance e riforme: il nodo della credibilità
Sul piano
politico, il presidente Luis Abinader — rieletto nel 2024 — ha mantenuto
un profilo centrato sulla stabilità economica e sull’integrazione
internazionale. Tuttavia, per molti analisti il vero nodo non è più chi
governa, ma come si governa.
La fiducia nelle
istituzioni richiede più che continuità: serve capacità di attuare riforme
strutturali vere in settori come infrastrutture, istruzione, energia e
gestione urbana — campi dove la domanda sociale è forte e le aspettative delle
nuove generazioni non possono più essere deluse.
La nuova legislazione penale, ad esempio, introduce misure importanti contro femminicidio e crimini moderni, ma resta il divieto assoluto dell’aborto, tema che polarizza l’opinione pubblica e solleva domande di diritti e futuro sociale.
Più di un record, una responsabilità collettiva
La Repubblica
Dominicana del 2026 è un paese di contrasti: record turistici da
celebrare e, allo stesso tempo, sfide strutturali da affrontare senza
illusioni. La crescita economica può rimanere solida soltanto se si traduce
in opportunità reali per l’intera popolazione, se le politiche pubbliche
rispondono ai bisogni quotidiani e se la leadership politica dimostra
visione oltre l’ottimismo dei numeri.
In definitiva,
più che guardare ai massimi raggiunti, è fondamentale capire come si
costruisce una Repubblica Dominicana più giusta, inclusiva e resiliente — e
questo richiede attenzione, impegno e, soprattutto, una visione che vada oltre
il breve termine.

Nessun commento:
Posta un commento