giovedì 8 gennaio 2026

Repubblica Dominicana: tra record turistici e sfide strutturali, il futuro si gioca oggi


La Repubblica Dominicana si trova in una fase cruciale della sua storia recente. Da un lato, il paese continua a consolidare posizioni di rilievo nel panorama caraibico e latinoamericano; dall’altro, emergono segnali di una complessità strutturale che richiede più di semplici slogan di crescita.

Turismo ai massimi storici — e ora?

I dati più recenti confermano un primato senza precedenti: nel 2025 la Repubblica Dominicana ha accolto 11,6 milioni di visitatori internazionali, il record assoluto nella storia del turismo nazionale. Questo exploit non è solo un numero: è la conferma che la destinazione dominicana resta una delle più attraenti del continente per bellezze naturali, infrastrutture ricettive e legami con mercati chiave come Stati Uniti, Canada e Europa.

Tuttavia, proprio su questo fronte emergono segnali discordanti: mentre alcune fonti celebrano la performance del turismo, altre relazioni indicano una frenata durante il picco di Capodanno, con rallentamenti che coinvolgono diversi paesi dei Caraibi, Repubblica Dominicana inclusa. Questi effetti possono essere connessi alle turbolenze geopolitiche globali e alle incognite del commercio internazionale.

Il punto di svolta non sta quindi nell’aver raggiunto un nuovo massimo: la vera sfida è convertire questo successo in sviluppo sostenibile, che generi occupazione reale su tutto il territorio e non solo nelle aree costiere più note.

Economia: proiezioni ottimistiche, realtà più sfumata

Le proiezioni macroeconomiche per il 2026 sono generalmente positive: organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale stimano una espansione del PIL tra 4,3% e 4,5%, con prospettive di crescita superiori alla media regionale. Il ministro delle finanze dominicano conferma che il paese “non affronta una crisi economica” e prevede un rimbalzo sostenuto grazie a condizioni monetarie e fiscali favorevoli.

Ma nella lettura più approfondita emergono due questioni chiave:

  1. Crescita lenta rispetto al potenziale reale — alcuni dati indicano che nel 2025 l’economia dominicana è cresciuta molto meno del suo potenziale storico, con un PIL aumentato di poco più del 2–3% invece del 5% atteso in una fase normale di espansione.
  2. Pressione sul servizio del debito pubblico — economisti indipendenti avvertono che il 2026 potrebbe diventare un anno di “stress finanziario”, con un peso significativo degli impegni di rimborso del debito e possibile tensione sul mercato dei cambi.

La dicotomia è chiara: un quadro macroeconomico in apparenza solido ma vulnerabile a scossoni esterni e a debolezze interne.

Politica, governance e riforme: il nodo della credibilità

Sul piano politico, il presidente Luis Abinader — rieletto nel 2024 — ha mantenuto un profilo centrato sulla stabilità economica e sull’integrazione internazionale. Tuttavia, per molti analisti il vero nodo non è più chi governa, ma come si governa.

La fiducia nelle istituzioni richiede più che continuità: serve capacità di attuare riforme strutturali vere in settori come infrastrutture, istruzione, energia e gestione urbana — campi dove la domanda sociale è forte e le aspettative delle nuove generazioni non possono più essere deluse.

La nuova legislazione penale, ad esempio, introduce misure importanti contro femminicidio e crimini moderni, ma resta il divieto assoluto dell’aborto, tema che polarizza l’opinione pubblica e solleva domande di diritti e futuro sociale.

Più di un record, una responsabilità collettiva

La Repubblica Dominicana del 2026 è un paese di contrasti: record turistici da celebrare e, allo stesso tempo, sfide strutturali da affrontare senza illusioni. La crescita economica può rimanere solida soltanto se si traduce in opportunità reali per l’intera popolazione, se le politiche pubbliche rispondono ai bisogni quotidiani e se la leadership politica dimostra visione oltre l’ottimismo dei numeri.

In definitiva, più che guardare ai massimi raggiunti, è fondamentale capire come si costruisce una Repubblica Dominicana più giusta, inclusiva e resiliente — e questo richiede attenzione, impegno e, soprattutto, una visione che vada oltre il breve termine.

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