sabato 10 gennaio 2026

Il mare dominicano è da Bandiera Blu? Perché Las Terrenas continua a restarne fuori


Quando si parla di mare nella Repubblica Dominicana, l’immaginario corre subito a spiagge caraibiche e acque cristalline. E non a torto. Il Paese vanta diverse spiagge insignite della Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale che certifica qualità delle acque, sicurezza, servizi e gestione ambientale. Eppure Las Terrenas, una delle località più amate della penisola di Samaná, non figura tra quelle certificate.

Il motivo, però, non è quello che spesso si sente dire.

Le spiagge di Las Terrenas vengono pulite. Chi vive qui lo sa: Playa Bonita, Las Ballenas, Punta Popy e Cosón non sono abbandonate a sé stesse. La pulizia esiste ed è visibile, anche se non sempre sistematica o coordinata come nei grandi poli turistici del Paese. Il problema, quindi, non è la sabbia.

Il nodo vero è un altro, molto più serio e mai affrontato fino in fondo.

A Las Terrenas non esiste un monitoraggio pubblico e costante della qualità dell’acqua del mare. Mai, negli anni, si è avviato un programma regolare di analisi, campionamenti certificati e pubblicazione dei dati, elementi indispensabili per qualsiasi candidatura alla Bandiera Blu.

A questo si aggiunge una criticità ben nota ai residenti: il Río Caño Seco. Il fiume, in più occasioni, scarica in mare rifiuti solidi e acque contaminate e, di fatto, finisce per sostituire una cloaca che non funziona come dovrebbe. Nei periodi di pioggia la situazione diventa evidente, con materiali che arrivano direttamente sulla costa.

È questo uno dei punti chiave che rende impossibile qualsiasi certificazione ambientale seria. La Bandiera Blu non si basa sulle impressioni o sull’aspetto visivo dell’acqua, ma su analisi documentate, tracciabilità degli scarichi, funzionamento degli impianti fognari e gestione integrata della costa. Senza dati ufficiali, semplicemente, non si può nemmeno iniziare il percorso.

C’è poi un altro aspetto strutturale. Le spiagge Bandiera Blu della Repubblica Dominicana si trovano quasi tutte in aree dominate da grandi resort, capaci di finanziare studi, controlli, infrastrutture e di sostenere i costi della certificazione. Las Terrenas ha invece uno sviluppo più frammentato: piccole strutture, residenze private, affitti brevi, crescita rapida ma poco pianificata.

Il risultato è un paradosso evidente per chi vive sul posto. In molte giornate il mare di Las Terrenas appare limpido, invitante, persino più bello di quello di alcune località certificate. Ma nessuno lo misura davvero, nessuno ne certifica ufficialmente la qualità, nessuno si assume la responsabilità di dire, dati alla mano, se quelle acque siano sempre balneabili secondo gli standard internazionali.

E senza responsabilità non c’è certificazione.

Las Terrenas potrebbe puntare alla Bandiera Blu? Sì, almeno per alcune spiagge. Ma servirebbero scelte chiare: far funzionare la cloaca, intervenire sul Caño Seco, avviare analisi regolari dell’acqua, coordinare pulizia, sicurezza e servizi, e soprattutto rendere pubblici i risultati.

Finché questo non accadrà, l’assenza della Bandiera Blu non dirà che il mare è sporco. Dirà semplicemente che non viene controllato.

E in un Paese che vive anche di turismo e immagine, questa è forse la mancanza più grave.

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