Chi vive nella Repubblica Dominicana se ne accorge presto: le superstizioni fanno parte della quotidianità, spesso più della religione ufficiale. Sono gesti, parole, rituali che attraversano tutte le classi sociali.
Il mal de ojo e le protezioni
Una delle credenze più diffuse è quella del mal de ojo, lo sguardo carico di invidia che può portare malessere, soprattutto ai bambini. Per difendersi si usano amuleti, preghiere sussurrate o piccoli rituali tramandati di madre in figlia.
Cose da non fare (mai)
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Non fischiare di notte: attirerebbe spiriti indesiderati
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Non sedersi sugli angoli del tavolo: porta sfortuna
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Non uscire senza salutare: potrebbe “rompere” l’energia della casa
Sono regole non scritte, ma ancora rispettate, soprattutto nelle zone meno turistiche.
Tra Africa, Taíni e cristianesimo
Queste superstizioni nascono dall’incontro tra tradizioni africane, spiritualità indigena e cattolicesimo popolare. Il risultato è una visione del mondo dove il visibile e l’invisibile convivono senza conflitto.
Per gli italiani che vivono qui
Capire queste credenze aiuta a capire meglio i dominicani: non come ingenuità, ma come forma di saggezza popolare, un modo per spiegare l’imprevedibilità della vita.

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