Las Terrenas continua a crescere come destinazione turistica e residenziale, ma quando si tratta di mobilità siamo fermi al Medioevo: non esiste un vero trasporto pubblico.
Se non hai un mezzo tuo, le scelte sono solo due — e nessuna delle due davvero sostenibile:
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Motoconchos,
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Taxi turistici.
Fine.
Motoconchos: altro che economici
A forza di ripeterlo, molti ci credono: “il motoconcho è economico”.
Falso.
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100 pesos a tratta, il minimo.
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200 pesos al giorno, minimo, per andare e tornare dal lavoro.
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Più di 1.000 pesos a settimana.
Per chi guadagna 15.000 o 20.000 pesos al mese, questo significa bruciare un terzo dello stipendio solo per arrivare sul posto di lavoro.
E se piove? Peggio.
E se sei anziano? Non puoi salirci.
E se sei malato, o hai difficoltà, o porti un bambino? Dimenticalo.
Il motoconcho non è “popolare”: è semplicemente l’unica opzione rimasta, e questo non lo rende né economico né giusto.
Taxi turistici: comodi, sì… ma non per chi vive qui
I taxi turistici sono professionali e confortevoli, nulla da dire.
Il problema è il prezzo: tariffe da resort, impossibili da sostenere quotidianamente da qualunque residente con uno stipendio normale.
Si usano quando non c’è alternativa, e basta.
Il terzo polo esiste già: si chiama Uber
E qui sta il punto: l’alternativa moderna, sicura, regolata ed economica esisterebbe già.
Si chiama Uber.
Comodo, con aria condizionata, con tariffe chiare, con recensioni, con sicurezza.
E soprattutto: a prezzi che un lavoratore può permettersi.
Uber è l’unica opzione reale per dare a Las Terrenas un sistema di trasporto degno di un paese che si definisce turistico.
E infatti, quando qualcuno provò a introdurlo, durò… due giorni.
Perché è stato bloccato?
Semplice:
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Opposizione totale dei sindacati dei motoconchisti e dei taxisti,
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inerzia (o compiacenza) dell’amministrazione comunale,
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nessuna volontà di modernizzare.
I motoconchos sono centinaia.
Con le loro famiglie diventano migliaia di voti.
Le persone anziane, i poveri, gli ammalati?
Non portano gli stessi numeri.
E quindi non contano.
Il risultato: chi non ha un mezzo resta prigioniero
Gli anziani, i malati, le famiglie con bambini, chi torna la sera e vorrebbe viaggiare al sicuro, chi lavora con salario minimo e non può pagare un taxi turistico…
Tutti senza alternativa.
Questo non è sviluppo.
È immobilismo mascherato da tradizione.
Le cose come stanno
A Las Terrenas non serve inventare nulla.
Non servono minibus improvvisati, motocarrozzette o nuovi esperimenti.
Serve solo una cosa:
permettere a Uber di funzionare liberamente, come in qualunque destinazione moderna.
Semplice, logico, già pronto.
Manca solo il coraggio politico per dirlo apertamente:
bloccare Uber significa colpire i più deboli, e proteggere gli interessi di pochi a scapito della comunità intera.
Las Terrenas merita di più.

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