mercoledì 26 novembre 2025

Santa Domenica Talao: la piccola Calabria che ha messo radici nella Repubblica Dominicana


La storia della “culla” dell’emigrazione italiana verso l’isola caraibica

Quando si parla della presenza italiana nella Repubblica Dominicana, molti pensano a Santiago, a Puerto Plata, alla capitale. Ma la storia, quella vera, quella delle famiglie, comincia lontano: in un piccolo paese della Calabria affacciato sul Tirreno, Santa Domenica Talao.

Un luogo che, a dispetto delle sue dimensioni, è stato una delle principali fonti di emigrati verso la Repubblica Dominicana tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Una microcomunità che, senza clamore, ha contribuito a plasmare parti della società dominicana, portando cognomi, mestieri, tradizioni e uno spirito di lavoro che ancora oggi sopravvive nelle famiglie discendenti.

Un paese piccolo, un’emigrazione enorme

Santa Domenica Talao è un comune della provincia di Cosenza, sospeso tra mare e montagna. A fine Ottocento contava poche migliaia di abitanti e pochissime opportunità. Come molte zone del Sud Italia, visse anni durissimi: povertà rurale, terre insufficienti, tasse pesanti e nessuna industria.
Fu così che, a partire dagli anni 1880–1900, le prime famiglie presero la decisione più difficile: partire.

Molti scelsero l’America, altri il Venezuela, altri ancora Cuba. Ma un gruppo — piccolo, silenzioso, determinato — venne nella Repubblica Dominicana.

Perché proprio la Repubblica Dominicana?

Le ragioni furono diverse: il porto di Puerto Plata era uno dei più attivi dei Caraibi; la RD offriva terre accessibili e nuove opportunità; esisteva già una prima rete di italiani arrivati nei decenni precedenti.
Così, tra gli anni 1900 e 1930, una vera colonna migratoria calabrese raggiunse l’isola.

Cognomi, mestieri e storie arrivate fino a noi

Da Santa Domenica Talao partirono muratori, falegnami, artigiani, commercianti e contadini esperti.
Molti si stabilirono a Puerto Plata.
Portavano con sé lingua, ricette, fede cattolica, valori familiari e una grande capacità di adattamento.

Nacquero così piccoli negozi, botteghe, imprese edili e attività commerciali.
Molti si integrarono profondamente, sposando donne dominicane e creando famiglie miste che oggi rappresentano una parte viva della comunità italo-dominicana.

Un legame che non si è mai spezzato

Nonostante la distanza, Santa Domenica Talao non ha mai dimenticato i suoi emigrati.
Ancora oggi, nelle case del paese, si conservano foto ingiallite spedite da Puerto Plata o Santo Domingo, lettere di parenti che non tornarono più e racconti di intere generazioni cresciute nei Caraibi.

Molti discendenti dominicani hanno ritrovato le loro radici proprio in questo borgo calabrese, visitandolo o mantenendo un contatto affettivo.

Santa Domenica Talao: un ponte invisibile tra Calabria e Caraibi

Oggi, camminando nel silenzio delle sue strade, è difficile immaginare che questo piccolo paese abbia contribuito a plasmare parte della storia dominicana.
Una storia meravigliosa e poco raccontata, fatta di coraggio, sacrifici e speranza.

Raccontarla significa rendere omaggio a tutti coloro che partirono senza sapere cosa li aspettava, ma con la certezza che — ovunque fossero andati — avrebbero portato l'Italia con sé.

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