giovedì 18 dicembre 2025

Governatori ovunque: quando il territorio non giustifica la politica

 


In teoria, il governatore è una figura di coordinamento territoriale, chiamata a gestire aree vaste, popolose, complesse. In pratica, in molti Paesi diventa una poltrona politica, utile più a distribuire potere che a governare davvero. Il confronto tra Italia e Repubblica Dominicana rende questa distorsione evidente.

Regioni italiane: poche, grandi, storiche

L’Italia è divisa in 20 Regioni, ciascuna con un presidente (governatore) e una struttura amministrativa articolata. Alcune di queste regioni hanno dimensioni e complessità paragonabili a veri e propri Stati:

  • Sicilia: oltre 25.000 km², più di 5 milioni di abitanti;
  • Lombardia: motore economico del Paese, quasi 10 milioni di residenti;
  • Piemonte, Veneto, Toscana: territori vasti, infrastrutture complesse, economie diversificate.

L’Italia intera copre circa 301.000 km². Ventuno presidenti regionali (venti più le autonomie speciali) governano un Paese lungo, montuoso, densamente abitato, con enormi differenze economiche e sociali tra Nord e Sud.

Si può discutere sull’efficienza delle Regioni italiane, ma una cosa è chiara: il territorio esiste, il problema da gestire anche.

Province dominicane: piccole, frammentate, politiche

La Repubblica Dominicana è un Paese che misura appena 48.000 km². Una penisola caraibica poco più grande della Lombardia. Eppure è suddivisa in 31 province più il Distretto Nazionale, ognuna con il proprio governatore provinciale, nominato politicamente.

In pratica:

  • un Paese sei volte più piccolo dell’Italia;
  • con più di una trentina di governatori;
  • su territori che, in alcuni casi, sono più piccoli di una provincia italiana o persino di una grande città europea.

Alcune province dominicane hanno estensioni e popolazioni tali da rendere il ruolo del governatore amministrativamente marginale. Eppure la carica esiste, con ufficio, personale, budget e visibilità politica.

I numeri che fanno riflettere

Mettiamo i dati uno accanto all’altro:

  • Italia: 20 Regioni – 301.000 km²
  • Rep. Dominicana: 32 entità provinciali – 48.000 km²

In proporzione, la Repubblica Dominicana ha più governatori per chilometro quadrato di uno Stato europeo complesso come l’Italia.

La domanda sorge spontanea: serve davvero tutto questo apparato?

Governatori per governare o per accontentare?

In Italia i presidenti di Regione sono eletti, politicamente esposti, spesso contestati. In Repubblica Dominicana i governatori provinciali sono nominati, non eletti, e rispondono più al potere centrale che ai cittadini.

Il sospetto, sempre più diffuso, è che molte di queste cariche servano soprattutto a:

  • accontentare alleati politici;
  • distribuire incarichi dopo le elezioni;
  • mantenere reti di fedeltà territoriale;
  • occupare lo spazio pubblico con figure istituzionali poco incisive.

Non coordinano grandi politiche, non gestiscono macro-budget, non risolvono problemi strutturali. Ma esistono, e questo basta a giustificarne il mantenimento.

Una burocrazia che pesa

Ogni governatore significa:

  • stipendio;
  • staff;
  • sede;
  • spese di rappresentanza.

Moltiplicato per decine di province, il costo diventa rilevante per un Paese con risorse limitate, servizi pubblici fragili e forti disuguaglianze sociali.

Conclusione: meno cariche, più Stato

Il confronto con l’Italia non serve a idealizzare il modello europeo, ma a mettere in luce una sproporzione evidente. Un territorio piccolo, frammentato in molte cariche politiche, rischia di diventare un sistema di compensazione più che di governo.

Meno governatori non significherebbe meno presenza dello Stato. Significherebbe uno Stato più snello, meno clientelare, più credibile.

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